il Centesimo
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La nostra opinione su il Centesimo da Appgk
Quando faccio la spesa per casa, preferisco avere uno strumento semplice da consultare mentre confronto le occasioni, invece di aprire ogni volta il browser e cercare informazioni sparse. il Centesimo nasce proprio con questo spirito: è un’app di shopping sviluppata da CDS SPA, pensata per accompagnare una spesa conveniente senza trasformare il telefono in un centro complicato di gestione domestica.
La mia impressione è positiva soprattutto per chi frequenta abitualmente i punti vendita collegati all’insegna e vuole un riferimento rapido sullo smartphone. Non la considero un’app universale per qualunque acquisto, né un sostituto completo di una lista condivisa o di un comparatore esterno. Il suo valore sta piuttosto nella vicinanza alla spesa quotidiana: la apro con un obiettivo concreto, controllo ciò che mi serve e poi torno alle attività normali.
È disponibile gratuitamente, ha una classificazione PEGI 3 e richiede almeno Android 6.0. Nel tempo ha raggiunto oltre centomila installazioni, con una media di 4,0 su un numero di valutazioni che supera le trecento unità. Sono segnali utili per capire che non si tratta di un progetto appena comparso, anche se non bastano da soli a garantire che l’esperienza sia perfetta su ogni telefono.
Come si comporta nella spesa condivisa di tutti i giorni
Un aiuto concreto quando la lista è di tutta la casa
Il caso d’uso più naturale, secondo me, è quello della spesa familiare o condivisa. In una casa può capitare che una persona controlli le occasioni, un’altra passi dal negozio tornando dal lavoro e una terza ricordi all’ultimo momento un prodotto necessario. In questa situazione l’app può servire come punto di consultazione comune, ma non va confusa con uno spazio di collaborazione automatica.
I migliori aspetti di il Centesimo
Aspetti da tenere a mente su il Centesimo
Io la userei prima di uscire, con una lista cartacea o digitale già pronta accanto. L’app aiuta a orientare la scelta e a valutare se conviene rimandare un acquisto, scegliere un’alternativa o approfittare di un’occasione. Il passaggio importante è non affidarle da sola la memoria della famiglia: se più persone fanno acquisti separati, è meglio stabilire prima chi controlla le informazioni e chi aggiorna la lista domestica.
Questa distinzione evita una piccola ma comune fonte di confusione. Un’app del punto vendita può mostrare contenuti utili per la spesa, ma non significa automaticamente che tutti i membri della famiglia vedano le stesse note o sappiano cosa è già stato comprato. Per questo, nel mio metodo, il Centesimo resta lo strumento per consultare l’offerta e la lista condivisa resta il luogo dove coordinare le necessità.
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Il momento giusto per aprirla
La consultazione rende di più prima di entrare nel negozio. Se apro l’app mentre sono già davanti agli scaffali, rischio di usarla in modo frettoloso e di acquistare senza aver confrontato davvero il contenuto della spesa. A casa, invece, posso controllare con calma ciò che manca, separare i prodotti indispensabili da quelli rinviabili e decidere in anticipo quanto spazio lasciare alle occasioni.
Un accorgimento pratico è dividere mentalmente gli acquisti in tre gruppi: prodotti da prendere comunque, prodotti convenienti solo se il prezzo è interessante e acquisti non urgenti. In questo modo le informazioni dell’app diventano una base per decidere, non un invito a riempire il carrello. È una differenza importante per chi gestisce un budget familiare stretto.
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La stessa procedura funziona bene quando in casa ci sono più persone con abitudini diverse. Chi prepara la lista può usare l’app per fare una prima selezione; chi va fisicamente al punto vendita può poi verificare sul posto la disponibilità e scegliere se rispettare il piano o modificarlo. La responsabilità resta chiara e si riducono i messaggi dell’ultimo minuto.
Confini pratici tra consultazione e account
Per un uso su dispositivo condiviso, io terrei una regola semplice: l’app serve a consultare le informazioni della spesa, mentre i dati personali e le decisioni economiche restano sotto il controllo dell’adulto che fa l’acquisto. Non darei per scontato che un telefono usato da tutta la famiglia debba contenere i profili di tutti, né che ogni componente debba avere accesso alle stesse impostazioni.
Screenshot








Questo approccio è particolarmente utile quando il dispositivo passa tra genitori, figli adolescenti o nonni. Il familiare incaricato della spesa può occuparsi della consultazione e spiegare agli altri cosa conviene acquistare, senza trasformare un’app commerciale in un archivio familiare. Anche quando l’uso è innocuo, separare le responsabilità rende più facile capire chi ha preso una decisione e perché.
Non la sceglierei come soluzione principale se il requisito essenziale è una gestione dettagliata di più account, ruoli distinti o attività sincronizzate tra diversi telefoni. Per quel tipo di lavoro, una lista collaborativa dedicata è normalmente più adatta. Il Centesimo dà il meglio quando il bisogno principale è guardare e valutare, non amministrare una squadra di acquirenti.
Coordinarsi senza complicare la routine
La coordinazione domestica funziona meglio quando ogni persona ha un compito preciso. Un adulto può controllare le opportunità, un altro può verificare ciò che manca in dispensa e chi passa dal negozio può seguire una lista breve. Il vantaggio dell’app, in questo schema, è ridurre il tempo necessario per arrivare a una decisione, non sostituire la conversazione tra le persone.
Io eviterei di mandare semplicemente uno screenshot senza contesto. Meglio accompagnarlo con una frase concreta: “controlla questi prodotti e scegli solo quelli già presenti nella lista” oppure “valuta questa occasione, ma non aggiungere altro se abbiamo superato il budget”. Una piccola istruzione rende l’informazione più utile e limita gli acquisti impulsivi.
Un altro metodo efficace è fare un controllo finale prima di uscire: quali prodotti sono prioritari, quali possono essere sostituiti e quali non vanno acquistati. L’app può aiutare a preparare questo passaggio, ma la decisione deve rimanere leggibile per chi entra nel negozio. In una famiglia numerosa, infatti, la chiarezza conta quasi quanto il prezzo.
Età, fiducia e uso da parte dei più giovani
La classificazione PEGI 3 la rende adatta a un contesto molto ampio dal punto di vista dell’età. Questo, però, non significa che un bambino debba occuparsi autonomamente degli acquisti o delle decisioni di spesa. Il punto non è solo ciò che l’app mostra, ma il significato che l’informazione assume quando viene usata per scegliere prodotti e spendere denaro.
Con un ragazzo più grande, la userei come strumento educativo: si può preparare insieme una lista, distinguere necessità e desideri e ragionare sul fatto che una promozione è utile solo se riguarda qualcosa che serve davvero. In questo modo l’app diventa un supporto alla consapevolezza, non un modo per incoraggiare acquisti non concordati.
In una casa con bambini piccoli, invece, preferirei che l’adulto mantenesse il controllo del telefono durante la fase decisionale. La classificazione per età è rassicurante sul piano dei contenuti, ma non sostituisce le regole familiari su acquisti, budget e uso del dispositivo. La fiducia si costruisce stabilendo prima cosa è consentito fare, non lasciando che sia l’app a definire i confini.
Che cosa mi piace rispetto alle alternative abituali
Rispetto a una ricerca generica sul web, un’app dedicata alla spesa può risultare più immediata: non devo partire da parole chiave vaghe e filtrare risultati che appartengono a negozi o prodotti diversi. Il contesto commerciale è più vicino alla situazione reale di chi sta organizzando una visita al punto vendita.
Rispetto a un volantino cartaceo, il telefono è più comodo quando la spesa viene preparata in momenti diversi o quando il dispositivo viene portato con sé. Posso consultare le informazioni mentre definisco la lista e poi tornare rapidamente alle altre attività. Il rovescio della medaglia è che il supporto cartaceo non richiede batteria, aggiornamenti o compatibilità con il sistema operativo.
Rispetto a un comparatore di prezzi, il Centesimo è più mirato e meno adatto a chi vuole confrontare l’intero mercato. Se il mio obiettivo è trovare il prezzo più basso tra molte catene, preferisco uno strumento costruito per il confronto generale. Se invece voglio organizzare una spesa legata a questo specifico contesto, l’app può essere più pratica e meno dispersiva.
Infine, rispetto a una lista della spesa condivisa, svolge un lavoro diverso. La lista mi dice cosa devo comprare e chi se ne sta occupando; l’app mi aiuta a valutare le opportunità legate alla spesa. Usarle insieme è spesso più efficace che chiedere a una sola applicazione di fare entrambe le cose.
Limiti da considerare prima di affidarle la spesa
Il primo limite è proprio la sua specializzazione. Chi compra raramente nei punti vendita collegati o cerca un quadro ampio di negozi e prezzi potrebbe trovarla poco utile. In quel caso, un comparatore o una piattaforma di shopping più generale offre una prospettiva migliore.
Un secondo limite riguarda la gestione familiare. Non la considererei una piattaforma per assegnare compiti, tenere traccia delle spese di ogni persona o costruire un bilancio domestico completo. Se questo è il bisogno principale, occorre affiancarla a strumenti specifici, perché la consultazione delle occasioni non risolve da sola il coordinamento.
C’è poi la questione della compatibilità: il requisito minimo di Android 6.0 copre molti dispositivi ancora in uso, ma non tutti i telefoni datati possono offrire la stessa fluidità. Prima di installarla su un vecchio smartphone di famiglia, controllerei che il sistema sia aggiornato abbastanza e che il dispositivo abbia spazio e autonomia sufficienti per l’uso quotidiano.
La versione attuale indicata è la 2.1.2. Per me questo dettaglio suggerisce di mantenere aspettative realistiche: la valuterei per ciò che fa nella pratica, senza aspettarmi necessariamente l’ampiezza di funzioni tipica delle grandi piattaforme di shopping. La semplicità può essere un vantaggio, ma diventa un limite quando si cercano strumenti avanzati.
Un flusso di utilizzo che consiglio
Il mio flusso ideale parte dalla cucina, non dal parcheggio del negozio. Controllo la dispensa, raccolgo le richieste degli altri componenti della casa e preparo una lista essenziale. Solo dopo apro l’app per individuare le occasioni che possono influire sulla scelta. In questo modo non lascio che la schermata determini da sola ciò che comprerò.
Poi separo gli acquisti in una parte fissa e una parte flessibile. Nella prima metto ciò che serve indipendentemente dall’offerta; nella seconda inserisco ciò che prenderei solo se il vantaggio è sensato. Questa distinzione è uno dei modi più semplici per evitare che una spesa “conveniente” diventi più costosa perché aggiunge prodotti non previsti.
Prima di affidare il telefono a un altro familiare, comunico le priorità in modo esplicito. Non basta dire “guarda l’app”: è meglio chiarire quali prodotti cercare, quali alternative sono accettabili e quale limite non superare. Il risultato è una collaborazione più ordinata, soprattutto quando il dispositivo è condiviso.
Al ritorno, confronto ciò che è stato acquistato con la lista originale. Non uso questo controllo per criticare chi ha fatto la spesa, ma per capire se il metodo funziona: quali informazioni sono state utili, quali hanno creato esitazione e quali acquisti potevano essere evitati. Dopo qualche utilizzo, questa verifica rende la routine più veloce.
Per chi la consiglierei davvero
La consiglierei a chi vuole un’app gratuita e focalizzata sulla spesa, soprattutto se fa acquisti ricorrenti nello stesso contesto e preferisce consultare le opportunità dal telefono. Può essere adatta a una coppia, a una famiglia o a un piccolo gruppo domestico che sa già come dividersi i compiti e cerca un supporto per decidere meglio.
La trovo interessante anche per chi non ama le app troppo dense. Il fatto che sia una soluzione specifica può aiutare le persone che si perdono nei marketplace generici, pieni di categorie, venditori e notifiche. Qui l’utilità nasce dalla concentrazione sul momento della spesa, non dall’ampiezza dell’offerta digitale.
La farei provare anche a un familiare poco esperto di tecnologia, purché l’obiettivo sia chiaro e l’adulto che gestisce la spesa resti il riferimento. L’età PEGI 3 facilita l’inserimento in un ambiente familiare, ma la semplicità dell’uso dipenderà comunque dal telefono e dalle abitudini della persona.
Quando sceglierei un’altra soluzione
Non la sceglierei come unica app se devo coordinare più supermercati, confrontare molti prezzi o gestire una lista in tempo reale con numerosi partecipanti. In queste situazioni una lista collaborativa, un comparatore o una piattaforma di shopping più ampia risponde meglio al problema.
La eviterei anche come strumento centrale per chi acquista occasionalmente e non ha un rapporto abituale con il contesto a cui è legata. Un’app specializzata ha senso quando la sua specializzazione coincide con la routine dell’utente; altrimenti rischia di restare installata senza diventare davvero utile.
Infine, non la userei per delegare completamente le decisioni ai più giovani o a chi non conosce il budget familiare. Può accompagnare una scelta condivisa, ma non sostituisce il controllo di chi sa quali prodotti servono, quanto si può spendere e quali compromessi sono accettabili.
Il mio giudizio per una casa che fa la spesa insieme
Dopo averla valutata nel suo ruolo, considero il Centesimo un’app pratica e circoscritta. Non promette, nel suo posizionamento, di risolvere ogni aspetto della vita domestica: il suo interesse sta nel portare sul telefono un supporto alla spesa conveniente. Per questo la giudico meglio quando la si inserisce in una routine già organizzata, invece di aspettarsi che crei da sola ordine e collaborazione.
Il fatto che sia gratuita riduce la barriera alla prova, mentre la compatibilità con Android 6.0 permette di prenderla in considerazione anche su dispositivi non recentissimi. La valutazione media di 4,0 e la presenza di oltre centomila installazioni indicano un’app che ha trovato il suo pubblico, pur lasciando spazio a differenze personali nell’esperienza.
Il mio consiglio finale è semplice: installarla se la spesa legata a CDS SPA fa parte della vostra routine e volete uno strumento diretto per consultare le occasioni. Usarla insieme a una lista condivisa, con ruoli chiari e un limite di spesa deciso prima, è il modo più efficace per valorizzarla. Il suo punto di forza è aiutare a scegliere con più criterio; il suo limite è non essere una vera piattaforma di coordinamento familiare.
Domande frequenti su il Centesimo
Che cos’è il Centesimo e come funziona?
Il Centesimo è un’applicazione pensata per aiutare gli utenti a gestire piccole somme di denaro e tenere sotto controllo le proprie abitudini di spesa. Dopo l’installazione, l’app presenta le sue funzioni principali attraverso un’interfaccia semplice e intuitiva. Prima di utilizzarla, è consigliabile leggere con attenzione le condizioni del servizio per capire quali strumenti sono disponibili e come vengono trattati i dati inseriti.
Il Centesimo è un’app gratuita o prevede costi?
Il download del Centesimo può essere gratuito, ma alcune funzioni potrebbero dipendere dal modello adottato dall’app, come acquisti integrati, abbonamenti o servizi aggiuntivi. Prima di confermare qualsiasi pagamento, conviene controllare la pagina ufficiale dello store e le informazioni mostrate direttamente nell’app. Verificate anche eventuali rinnovi automatici, soprattutto se decidete di attivare un piano premium o una funzionalità extra.
I miei dati personali e finanziari sono protetti?
Quando si utilizza un’app collegata alla gestione del denaro, la privacy è un aspetto fondamentale. Prima di inserire informazioni sensibili nel Centesimo, è importante consultare l’informativa sulla privacy e verificare quali dati vengono raccolti, per quali finalità e con chi possono essere condivisi. Evitate di utilizzare password già impiegate altrove e mantenete sempre aggiornata l’applicazione per beneficiare delle correzioni di sicurezza disponibili.
Il Centesimo è adatto anche a chi non ha esperienza con le app finanziarie?
Sì, il Centesimo può risultare accessibile anche agli utenti meno esperti grazie a un’impostazione generalmente orientata alla semplicità. Le funzioni dovrebbero essere consultabili tramite menu e schermate facilmente comprensibili, ma il livello di facilità può dipendere dal dispositivo e dalla versione installata. Chi è alle prime armi dovrebbe procedere con calma, iniziare dalle funzioni basilari e controllare sempre i dati prima di confermare un’operazione.
Su quali dispositivi posso installare il Centesimo?
La disponibilità del Centesimo dipende dalla versione pubblicata per Android o iOS e dai requisiti tecnici indicati nella relativa pagina ufficiale. Prima del download, controllate la compatibilità con il vostro smartphone, la versione minima del sistema operativo e lo spazio libero necessario. È preferibile scaricare l’app esclusivamente da Google Play o App Store, evitando file provenienti da siti non ufficiali che potrebbero contenere modifiche o software indesiderato.












